In Sala. Difret
Un anno dopo un eccellente giro nei maggiori festival internazionali, la tragedia etiope arriva nelle sale italiane.
Dopo le vittorie al Sundance Film Festival e alla Berlinale del 2014 arriva nelle sale italiane Difret – Il Coraggio di Cambiare diretto dall’esordiente regista etiope Zeresenay Berhane Mehari e che vede la celebre stella di Hollywood Angelina Jolie come produttore esecutivo.
L’Etiopia del 1996 è l’ambientazione di questo lungometraggio che trae ispirazione da una storia vera; i fatti sono stati seguiti da intricate vicende giudiziarie che hanno spinto il Paese africano verso un cambiamento normativo. La vicenda riguarda il rapimento a scopo di matrimonio che Hirut, una ragazzina di quattordici anni, si è trovata ad affrontare fra il suo villaggio e Addis Abeba e la sua mancata integrazione nella città peserà su tutti i suoi comportamenti. A circa tre ore da Addis Abeba, Hirut viene rapita da alcuni uomini a cavallo dopo la sua uscita di scuola. Ella per liberarsi uccide il suo futuro marito che durante l’unica notte di prigionia l’aveva violentata. Alla stazione di polizia viene imprigionata, attende un giudizio che si prevede estremamente duro. Ad Addis Abeba l’avvocatessa Meaza Ashenafi – intepretata da Meron Getnet – viene informata della vicenda e parte per il villaggio per difendere Hirut da una morte certa. L’avvocatessa è costretta a lottare duramente contro la burocrazia e contro la giurisdizione di fatto, ossia quella degli anziani del villaggio che dopo aver sentito le ragioni del padre della rea, decidono per il suo esilio..
Difret – Il Coraggio di Cambiare nizia come un documentario ma viene assorbito dalla formazione made in USA del regista Mehari, partito giovanissimo per gli Stati Uniti per intraprendere gli studi di cinema. Non esiste uno stacco con i numerosi prodotti USA sui casi giudiziari e sulle aule di tribunale e ciò si evince sia dall’aspetto visuale che dai dialoghi. La trama è trattata attraverso la pesante influenza americana ed è percepibile soprattutto nella protagonista: l’avvocatessa diventa un’eroina e tutti i suoi sforzi saranno ripagati. Il tutto è supportato da un montaggio che condensa i momenti positivi in pochi secondi, facendo leva sui sentimenti dello spettatore. Il regista Mehari ha però il merito di aver saputo mescolare i colori soffocati della città con i colori aridi delle campagne mostrando così tutte le differenze fra mondi paralleli e sapendo includere porzioni di spazio variegate: ad esempio la mpd sa muoversi dal profilo del viso di Hirut alla vastità del suo villaggio. Un cinema che nonostante le convenzioni è dinamico e le pause visive durante la narrazione dei fatti ci restituiscono un senso di bellezza e del profondo rapporto fra il regista e le sue origini.
Dettagli
- Titolo originale: Difret
- Regia: Zeresenay Mehari
- Fotografia: Monica Lenczewska
- Musiche: Dave Eggar, David Schommer
- Cast: Meron Getnet, Tizita Hagere
- Sceneggiatura: Zeresenay Mehari


