In Sala. Annabelle
La temibile bambola Annabelle de L’evocazione diventa protagonista in questo spin-off dozzinale e senza mordente diretto da John R. Leonetti.
James Wan negli ultimi anni si è imposto in maniera prepotente nel panorama horror internazionale sia nelle vesti di regista per la sua capacità di raccontare storie non originali ma con uno stile molto moderno, che in quelle di produttore, basti pensare alla fortunata saga di Saw che tanto ha fruttato in termini economici. Una capacità imprenditoriale che Wan sta cerando di imporre anche al suo ultimo grande successo al botteghino L’evocazione, dal quale è riuscito a estrarre uno spin-off dal titolo Annabelle, dal nome dell’inquietante bambola che compare nelle primissime sequenze del film del 2013.
Al timone questa volta non c’è l’autore malese ma John R. Leonetti, suo fedelissimo direttore della fotografia con alle spalle una mediocre esperienza registica soprattutto con Mortal Kombat – Distruzione totale. Un passato riscattato solo in parte da questa sua nuova opera che attinge dall’inesauribile fonte del mondo delle bambole che ha regalato tante soddisfazione agli appassionati del genere grazie alla saga de La bambola assassina e Dolls.
Mia (Annabelle Wallis) e John (Ward Horton) sono una giovane coppia felice in attesa di un figlio. La loro vita procede per il meglio fino a quando John non decide di regalare alla moglie una bambola il cui ingresso in casa coincide con l’inizio di eventi strani che culminano in un’aggressione da parte di una giovane di nome Annabelle Higgins, appartenente ad una setta satanica, che prima di morire stringe la bambola tra le sue braccia. Da quella notte in poi la famiglia viene minacciata da forze oscure e demoniache.
Per quanto Leonetti si sforzi di trovare una propria indipendenza dal modello waniano, l’influenza del malese risulta evidente a partire dal make up del demone, molto simile a quello di Insidious, per finire al tema delle bambole e alla tecnica con la quale vengono create le scene di maggior tensione. Una tensione creata attraverso i soliti espedienti ormai consolidati quali voci sinistre, scricchiolii del pavimento e fenomeni da poltergeist, ed enfatizzata dalle inquietanti musiche di John Bishara e l’ottima fotografia di James Niest. Ma questa buona ricercatezza stilistica non viene purtroppo supportata da una sceneggiatura confusionaria in diversi punti e caratterizzata da ritmi altalenanti, con una prima parte piuttosto lenta e noiosa e una seconda durante la quale gli eventi si succedono con un ritmo spasmodico. Anche il cast non è del tutto convincente con una Wallis all’altezza della situazione al contrario di Worton che risulta il solito belloccio monoespressivo e nulla più.
Dettagli
- Titolo originale: Id.
- Regia: John R. Leonetti
- Fotografia: James Kniest
- Musiche: Joseph Bishara
- Cast: Annabelle Wallis, Ward Horton, Tony Amendola, Alfre Woodward
- Sceneggiatura: Gary Dauberman


