Cinema

In Sala. Allacciate le cinture

Marina Niceforo

Una storia d’amore convenzionale ed una scelta d’attore particolare per il nuovo film del regista Ferzan Ozpetek.

A due anni dall’acclamato Magnifica presenza, Ferzan Ozpetek torna nelle sale con l’atteso Allacciate le cinture avendo dalla sua parte la curiosità di critica e pubblico – oltre che verso il film in generale e verso la sempre valida Kasia Smutniak – nei confronti del protagonista maschile: l’ex tronista Francesco Arca. In effetti, dal pluripremiato Elio Germano al bel senese il passo sembrava quantomeno azzardato, se non falso: invece, non sono né il personaggio né l’interprete a segnare in maniera negativa Allacciate le cinture.

Elena (Smutniak) e Antonio (Arca) non potrebbero essere più diversi: lei, ambiziosa e di buona famiglia, lui meccanico rozzo e ricolmo di pregiudizi; inutile dirlo, i due si innamorano al di là delle loro stesse aspettative e dopo 13 anni sono ancora insieme, sposati e con figli. Elena ha aperto un pub con il suo migliore amico gay Fabio (Filippo Scicchitano), e gestisce con successo i suoi impegni di madre e donna in carriera; com’è facile immaginare, il suo matrimonio con Antonio soffre della stessa stanchezza comune a tante relazioni di lunga durata. Ma un tragico evento è destinato a scuotere l’esistenza di tutti loro…

Il regista italo-turco, maestro di ritratti individuali calati in grandi quadri d’insieme, segue come sempre ama fare la linea delle emozioni personali di uno o due protagonisti, ma questa volta sembra aver perso qualcosa: della calda emotività, dei momenti intimistici densi di riflessione resta poco che sia davvero degno di essere contemplato. Sarà per i molti dialoghi fastidiosamente di servizio, o per l’eccessivo contrasto tra la prima, troppo superficiale parte (si badi bene, giustamente leggera) e la seconda, sicuramente migliore, ma chi apprezza Ozpetek sa che questa non è una delle sue opere meglio riuscite.

Non le scene di gruppo (ridotte all’osso), non le belle ambientazioni (qui la Puglia non è affatto protagonista come in Mine Vaganti), non i personaggi sopra le righe come quello interpretato da Elena Sofia Ricci; tutto ciò che nei film precedenti aveva contribuito a dipingere quel magico e quel bello che il regista da sempre persegue dovrebbe essere qui sostituito, nelle intenzioni degli autori Romoli e appunto Ozpetek, dalla forza degli eventi che sconvolgono le vite dei personaggi, e dalla forza ancor più grande dell’amore di superarli tutti.

L’obiettivo riesce in parte, sicuramente grazie al tocco registico di Ozpetek, sempre incollato ai suoi personaggi, e grazie alla qualità di certi attori, tra cui spiccano la comica Paola Minaccioni in un bellissimo ruolo drammatico e l’ormai lanciatissima Kasia Smutniak.  


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Ferzan Ozpetek
  • Fotografia: Gian Filippo Corticelli
  • Musiche: /
  • Cast: Filippo Scicchitano, Francesco Arca, Kasia Smutniak, Carolina Crescentini, Paola Minaccioni, Elena Sofia Ricci, Luisa Ranieri
  • Sceneggiatura: Ferzan Ozpetek, Gianni Romoli

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