In Rete. Museum Hours
Al Museo di Storia dell’Arte di Vienna Jan Brueghel è protagonista silenzioso dell’ottima pellicola di Jem Cohen, presentato in Italia al Milano Film Festival e su MyMovies Live
L’esuberante quantità di dettagli dei quadri di Jan Brueghel il Vecchio pone una distanza insormontabile con la regia di Jem Cohen, oustider americano lontano dal cinema di Hollywood e dalla più drammatica East Coast. Johann/Bobby Sommer lavora al Kunsthistorisches Museum (Museo di Storia dell’Arte) di Vienna dove ogni giorno si reca nelle vesti di guardia seduto in una delle tante sale dell’edificio per controllare che nessun turista faccia un passo falso verso opere dal valore inestimabile. Il suo presente è fatto di silenzi, di concentrazione e di ammirazione, movimenti d’animo e cuore che lo circondano sia in se stesso che nelle persone da lui osservate.
Il suo passato è vivo, energico, ma il corpo ora ha ceduto all’esercizio della mente: il rumore dei passi è l’introduzione ad un nuovo pensiero. Chi sono quei personaggi, giudicati secondari, nei quadri di Brueghel? Lo splendore del pittore fiammingo è assente da Vienna, città fredda e silente fuori dal suo centro turistico, dove una donna, Anne/Mary Margaret O’Hara, “fuggita” da un’altra metropoli glaciale, Toronto, si è rifugiata a causa di un suo cugino malato. L’incontro tra Johann e Anne al Museo non è sentimentale, non c’è amore, ma contemplazione. Museum Hours di Cohen si può descrivere riassumendolo nella bellezza di una delle scene più significative del 2012 da La scelta di Barbara, dove la protagonista Nina Hoss ascoltava il collega André parlare della Lezione di anatomia del Dr. Nicolaes Tulp, di un altro fiammingo, Rembrandt.
Se si dovesse trovare una definizione adatta, un aggettivo che s’incastri alla perfezione su Museum Hours dell’ottimo Jem Cohen – segnatevi il nome -, il più vicino e giusto sarebbe “spirituale”. La visione del film equivale ad un’esperienza mistica, ad una riscoperta di una parte della nostra storia e della nostra cultura sotto uno sguardo attento, dolce ed affezionato, un approccio all’arte ed alla pittura persosi da tempo dietro il dibattito sul recupero della manifestazione di rispetto da parte del pubblico nei confronti dei suoi maestri del passato. A Cohen va questo merito, la docile passione e l’aver saper catturare il delicato sorriso di Sommer di fronte ai quadri da lui amati e venerati.
Dettagli
- Titolo originale: Id.
- Regia: Jem Cohen
- Fotografia: Jem Cohen, Peter Roehsler
- Musiche: /
- Cast: Bobby Sommer, Mary Margaret O'Hara
- Sceneggiatura: Jem Cohen


