Libri

Vetrina. “Oro colato”

Valentina Nencini

Edoardo Albinati sceglie una strada inedita ed inaspettata per parlare di scrittura. E, sorprendendo, affascina.

 

A dare lezioni di scrittura ci hanno provato in molti e ancora oggi, in un momento di boom dell’autopubblicazione (sempre più diffusa anche grazie alla facilità con cui sono reperibili gli e-book), in molti continuano a provarci.

Edoardo Albinati sceglie però, saggiamente, di porsi su un terreno un po’ diverso. Benché il sottotitolo del suo saggio sia Otto lezioni sulla materia della scrittura non dobbiamo farci ingannare ed aspettarci la classica lezione didascalica su come scrivere, sulla tecnica o i trucchi del mestiere. L’autore, infatti, si pone fin dall’introduzione su un terreno fortemente antididascalico, distante anni luce dalla famigerata lezione frontale di stampo scolastico, e sceglie la strada della fascinazione. Attraverso le otto lezioni in cui il libro è suddiviso Albinati offre al lettore delle vere e proprie suggestioni intellettuali, argomenti su cui riflettere, spunti dai quali possono dipanarsi innumerevoli storie. Ognuno dei paragrafi di Oro colato potrebbe costituire un efficace incipit per un racconto o per un romanzo, come a ricordarci che la scrittura è soprattutto narrazione e che per narrare è essenziale condurre l’ascoltatore (in questo caso il lettore) ad una sospensione dell’incredulità.

Del resto è lo stesso autore a suggerire di sovvertire le regole, il punto di vista ed il pensiero. È lui per primo ad affermare che queste otto lezioni devono essere un punto di partenza per “volger l’anima in direzione opposta”, citando La Repubblica di Platone. E a noi lettori non resta che fare proprio ciò che egli ci suggerisce. Un po’ come il Calvino di Se una notte dinverno un viaggiatore, Albinati costruisce spunti narrativi che bastano a se stessi, senza bisogno di ulteriore sviluppo. E nel farlo porta il lettore a lasciarsi coinvolgere in una narrazione che non conosce termine perché ad ogni spunto ne segue un altro e poi un altro ancora, come a dire che le idee che scaturiscono sono già opere compiute in sé.

Certo chi si aspetterà un classico manuale che consigli come scrivere, molto probabilmente, rimarrà deluso dal saggio di Albinati. Ma spesso un qualcosa di inaspettato apre anche altre strade che non avremmo mai pensato di percorrere e, sicuramente, l’autore ci guida in direzioni nuove ed inedite. Questa, probabilmente, è la forza ed il limite dell’opera che non mantiene ciò che sembra promettere nel sottotitolo, per quanto non è detto che questo sia un male a priori. E nel caso della prosa accattivante di Albinati di sicuro non lo è.


  • Genere: Saggistica

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