Musica Nuove Uscite

Nu Guinea – Nuova Napoli

Carmen Navarra

Nuova Napoli del duo napoletano Nu Guinea (Massimo Di Lena, Lucio Aquilina) è un disco che nella città partenopea degli anni ’70/80 avrebbe spopolato, probabilmente perché non c’è nulla di più concretamente retrò di questa “perla” costituita da 8 tracce. È un disco sole – volendo evocare il titolo di un pezzo contenuto all’interno di questo album – poiché racconta le bizzarrie di una città che ancora oggi detiene il primato insostituibile e irrevocabile di unicità per la sua eterna e contraddittoria bellezza. Inoltre è un disco che guarda dietro di sé per raccontare quello che ha davanti a sé: Parev’aiere (Sembrava ieri) è la storia di tutti i ragazzi che ricordano con inevitabile ed infinita nostalgia i pomeriggi in cui si giocava nei quartieri o si andava a mangiare a Vanvitelli, ma oggi, si canta in un disperato dialetto, “la signora delle pizze fritte non c’è più, tua madre ti sveglia e ti dice che la vita che sognavi di fare, non la puoi fare”. Eppure quelle due facce di una stessa medaglia – Ddoje Facce , pezzo centrale del disco – contrassegnano da sempre (e probabilmente per sempre) Napoli che, con déjà vu reiterati nel tempo, offre a turisti e passanti “o trerrot d’ fruttaiuol co’ microfono” (il carrettino del fruttivendolo con il megafono) nei vicoli del centro storico, mantenendo con inconsapevole fermezza la sua anima folkloristica – ‘A voce ‘e Napule, la cui intro dà letteralmente voce ai bambini dei “bassi” (vasci, nDr) napoletani.

Acusticamente questo disco non può prescindere da un’altra anima, quella dei Napoli Centrale (Senese-Del Prete-Daniele) per il brio funky-jazz, la musica disco e quella afrobeat, senza la cui lezione non sarebbero mai nati pezzi come Je vulesse (che riprende fedelmente il testo della poesia “Io vulesse truvà pace” di Eduardo De Filippo) o Stann Fore. Dunque: dov’è quella napoletanità “nuova” di cui il duo parla sin dal titolo? Innanzitutto nel recupero di un genere ibridato che, pur essendo intimamente napoletano, è nato oltralpe, esattamente a Berlino, città nella quale i Nu Guinea hanno concepito questo disco, “internazionalizzando” le loro sonorità. In verità questa operazione aveva già trovato terreno fertile nel 2016 in una felicissima collaborazione con il batterista nigeriano Tony Allen, con cui Di Lena/Aquilina hanno registrato un disco di musica elettronica e dance, The Tony Allen Experiments, terzo volume della serie Afrobeat Makers.

Un disco allegro, di quella allegria nostalgica e, per dirla con Ungaretti, un po’naufraga – ché scriverlo oggi è politically incorrect – poiché propria di chi, pur provenendo da una terra non facile, può dire orgogliosamente di avercela fatta.



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