Libri

Lo Scaffale. “Oltre Apollo”

Roberta Iadevaia

Mimesis ripropone l’allucinato capolavoro di Barry Malzberg, simbolo della New Wave fantascientifica americana

Ci vuole coraggio a pubblicare un libro come Oltre Apollo. Da molti considerato il capolavoro del poliedrico e prolifico scrittore newyorkese Barry Malzberg, e vincitore del John Campbell Memorial Award, questo sconvolgente romanzo breve uscì in America nel 1972 ma comparve in Italia solo sei anni dopo per Armenia Editore. A lungo dimenticato, lo scorso anno la Mimesis Edizioni ha deciso di ristamparlo per la sua collana Fantascienza e società diretta da Caronia e Gallo, affidandone la (splendida) introduzione e traduzione a Riccardo Gramantieri.

Scioccante, allucinato, disarmante, il libro è totalmente incentrato sulla figura del suo protagonista Harry M. Evans, astronauta integerrimo e brillante fino a quella sciagurata missione esplorativa su Venere dalla quale torna misteriosamente senza il suo capitano e del tutto incapace di ricordarne la causa. Rinchiuso in un istituto psichiatrico, costantemente sottoposto a interventi più o meno leciti di stimolazione mnemonica, il giovane Evans si divertirà, tra un anagramma e un problema di bridge, a fornire al suo medico Claude Forrest versioni sempre diverse dell’accaduto, accusando ora se stesso, ora il capitano, ora addirittura i venusiani che si sarebbero impossessati delle loro menti permettendo a uno solo di sopravvivere per avvisare i terrestri di stare lontani dal loro pianeta.

Scritto quando ormai dell’eccitazione della corsa allo spazio non rimaneva pressoché nulla, Oltre Apollo abbandona gli elementi caratterizzanti della tipica science fiction – fieri eroi, esaltanti avventure spaziali- nella convinzione, fondamentale per quella New Wave iniziata nel 1964, che “l’intero spazio esterno fosse soltanto una proiezione degli spazi interiori dell’uomo, e che perciò l’esplorazione spaziale era soltanto un’altra banale ripetizione dell’esplorazione interiore”, come scrive lo stesso autore nel capitolo 65  – dal titolo “misticismo commerciale”. La narrazione fantascientifica diventa pertanto un semplice pretesto attraverso il quale denunciare i meccanismi perversi del Sistema – il controllo costante, la burocrazia asfittica, la disumanizzazione comportata dalla tecnologia – che non possono che ledere irrimediabilmente la salute mentale dell’uomo condannato alla paranoia,  alla dissociazione mentale e al delirio come uniche vie di fuga dall’alienazione imperante.

Non solo: Oltre Apollo è anche un meta-romanzo, ovvero un romanzo sull’impossibilità (inutilità?) di scrivere un romanzo: il massimo che lo scrittore può fare è tentare di ricostruire le sue “percezioni” attraverso uno stile semplice, quasi del tutto privo di sinonimi e caratterizzato da passaggi frequenti dalla prima alla terza persona e da capitoli brevissimi, “spiragli che, come periscopi, illumineranno alcune singole tessere di un mosaico così grande che nessuno di noi è in grado di comprenderlo”. Il lettore è avvisato: in questo “viaggio al termine della notte venusiana” si è completamente soli, in balia dei buchi neri della mente.


  • Genere: Fantascienza

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