Cinema

Cineteca: Io ti salverò

Cristina Lucarelli

La Cineteca di Bologna ha fatto uscire in DVD “Io ti salverò”, un lavoro atipico del grande regista Alfred Hitchcock.

Dopo ben 67 anni la ‘Collana Cineteca’ ci ripropone, restaurato, uno dei tanti capolavori del maestro del brivido Alfred Hitchcock. Parliamo di Spellbound, conosciuto in Italia con il titolo Io ti salverò, un lavoro atipico per la filmografia del cineasta britannico. Spellbound vuol dire ‘Incantato’, ‘affascinato’, ‘ammaliato’… come il nostro sguardo, che dal 1945, resta stregato dal fascino senza tempo di una storia in cui reale e onirico non conoscono contenitori, ma impattano l’un con l’altro, in un matrimonio da cui non può che scaturire una nascita dolorosa, quanto importante: quella dell’immagine-sogno che scioglie il finale e suggella la verità. L’idea di questa pellicola nasce dal desiderio del produttore David O. Selznick di realizzare un film sui benefici effetti della psicoanalisi e, a tal proposito, Hitchcock acquista i diritti di The house of Dr. Edwardes, firmato Francis Beeding. Ingrid Bergman/Costance Petersen è una giovane e brillante dottoressa che dovrà svelare la vera identità di John Ballantine/Gregory Peck e ‘salvarlo’ dall’amnesia che lo ha colto, e che nasconde un terribile segreto. Ma il ruolo della salvatrice non appartiene in maniera univoca alla Bergman, anzi, deve dividerlo in due eque porzioni e donarne una alla psicoanalisi, la vera protagonista, quella che tiene insieme i tre legami tematici di cui è percorso Spellbound: l’amore tra paziente e dottore, l’amnesia di Ballantine e il mistero della scomparsa del dott. Edwardes. L’idea base della pellicola sta nel rivivere la propria esistenza, ricostruirla, ritrovare l’unità del proprio Io grazie all’ausilio psicoanalitico: quando Ballantine riacquisterà la memoria sarà un soggetto debole, scisso, ma scorrendo le fase fondamentali del suo passato scoprirà il presente. Il linguaggio della macchina da presa si sostituisce al dialogo, secondo una cifra visiva riconoscibile: è la contrapposizione, la giustapposizione caricata di forte metaforicità che scandisce il tempo dell’immagine-sogno, disseminata per tutta la durata del film. Giocando con il bianco e il nero, lo schermo si riempie del colore del latte per poi dissolversi e dare spazio all’allucinazione, meravigliosamente resa dalla collaborazione di Salvador Dalì e Cameron Menzies. In Spellbound si parte dalla fabula per arrivare alla scrittura, dalla stilizzazione sino alla concretezza. Bisogna percorrere l’onirico, lo spazio del sogno, per assicurarsi le chiavi della salvezza finale. E, intanto, il viaggio è stato pericoloso e per questo ancor più interessante.


Dettagli

  • Titolo originale: Spellbound
  • Regia: Alfred Hitchcock
  • Fotografia: George Barnes
  • Musiche: Miklos Rozsa
  • Cast: Ingrid Bergman, Gregory Peck, Michael Chekhov, Leo G. Carroll, Rhonda Fleming
  • Sceneggiatura: Ben Hecht

Una selezione delle notizie, delle recensioni, degli eventi da scenecontemporanee, direttamente sulla tua email. Iscriviti alla newsletter.

Autorizzo il trattamento dei dati personali Iscriviti