Cinema

In Sala. I fratelli Karamazov

Pasquale Parisi

Petr Zelenka porta al cinema la sua rappresentazione teatrale tratta da Dostoevskij, fondendola alla vita reale al di fuori del palcoscenico.

Sono 135 gli anni trascorsi dall’inizio della pubblicazione, a puntate, de I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij. Dodici (circa) sono gli anni trascorsi dalla compagnia di Petr Zelenka, regista cinematografico e teatrale, portando sul palcoscenico il frutto del lungo lavoro svolto proprio sul romanzo. Sei, infine, sono stati quelli necessari per vedere finalmente in Italia, grazie a Distribuzione Indipendente, il film con il quale lo stesso Zelenka ha voluto portare sul grande schermo una incarnazione del lavoro svolto tra le quinte.

Il teatro, in ogni senso, della vicenda, è l’acciaieria di Nowa Huta, in Polonia, presso la quale la troupe ceca si reca per le prove che preludono alla rappresentazione del giorno successivo: la struttura, nel pieno del degrado, non è che uno sbiadito ricordo del passato, e i pochi operai rimasti si aggirano nel grigiore come fantasmi. Uno di essi, in particolare, fa da pubblico assiduo alla prova delle scene: non si tarda a scoprire che, proprio in quella fabbrica, ha assistito pochi giorni prima alla caduta da un’impalcatura del figlio di sette anni, che lotta in quei momenti tra la vita e la morte.

La notizia dell’avvenimento colpisce profondamente gli interpreti, aggiungendo alle vicende del romanzo uno strato che si somma a quello della realtà concreta, degli attori come uomini e donne, che ha modo di emergere grazie al ritmo discontinuo delle scene, sempre intrecciate alla realtà. La parte più vicina al materiale di origine, naturalmente, è oggetto di una selezione che riesce comunque a portare in scena tutti i frangenti fondamentali della storia (alcuni, come la celebre “Leggenda del Grande Inquisitore” sono lasciati volutamente fuori), in una struttura ciclica che comincia e culmina con la scena del processo.

Nel mezzo, una originale rappresentazione corale, in cui arte e realtà finiscono per scontrarsi e intrecciarsi con frutti e conseguenze inaspettate (anche rispetto agli altri esperimenti simili, tra i quali è certamente da ricordare Vanya sulla 42esima strada di Louis Malle), in un prodotto che non brilla certo per bellezza visiva, ma tra momenti di leggerezza ed altri di grande complessità riesce ad aggiungere interessanti sfumature a tutti i testi dai quali, a più riprese, parte.


Dettagli

  • Titolo originale: Karamazovi
  • Regia: Petr Zelenka
  • Fotografia: Alexander Surkala
  • Musiche: Jan A.P. Kaczmarek
  • Cast: avid Novotny, Igor Chmela, Ivan Trojan, Lenka Krobotova, Marti Mysicka, Michaela Badinková, Radek Holub
  • Sceneggiatura: Petr Zelenka

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