Arti Visive

Da Donatello a Lippi. Officina Pratese.

Valentina Nencini

Palazzo Pretorio, Prato, 13 Settembre 2013 – 13 Gennaio 2014

Capita raramente e, quando capita, fa veramente molto piacere visitare una mostra allestita benissimo e curata in ogni dettaglio come quella sull’Officina pratese. La cura con cui sono esposte le opere, la scelta dei pezzi, l’allestimento del percorso espositivo, le brochure ed i pannelli informativi, essenziali ma estremamente utili, sono tutti elementi che concorrono all’ottima riuscita.

L’esposizione, aperta fino al 13 gennaio 2014 al Museo di Palazzo Pretorio di Prato, è l’esempio di come una mostra andrebbe concepita e realizzata.

L’intento è quello di analizzare e ricostruire le figure artistiche che ruotarono attorno al cantiere per la decorazione del Duomo di Prato, a partire dalla fine degli anni Venti del Quattrocento e proseguito fin oltre la metà de secolo.

Il percorso espositivo è molto lineare e ruota attorno alle principali figure artistiche che contribuirono a donare al Duomo il suo massimo splendore. E se artisti come Filippo Lippi, Paolo Uccello, Donatello, Filippino e Botticelli sono universalmente noti fa piacere, invece, scoprire figure cosiddette minori come Fra Diamante, il Maestro della Natività di Castello o Apollonio di Giovanni. Il confronto con le opere degli artisti più celebri è illuminante per capirne influenze e derivazioni.

Inoltre un altro grande merito di questa mostra è quello di aver riunito opere smembrate in più collezioni permettendo al visitatore di poterne apprezzare la visione d’insieme e, parallelamente, quello di mettere a confronto, a distanza ravvicinata, opere di analoga impostazione realizzate da artisti diversi (un esempio su tutti le due Madonne col Bambino in bassorilievo realizzate, rispettivamente, da Antonio Rossellino e Matteo Civitali, così vicine come impostazione eppure così lontane nel sentimento espresso; naturalistica e pervasa da una dolcezza estrema l’una, calligrafica e quasi simbolica l’altra).

Ma, naturalmente, l’attenzione del visitatore viene attratta dalla selezione delle opere di Filippo Lippi esposte nella sala principale. La dolcezza poetica delle sue Madonne col Bambino, spesso racchiuse entro nicchie geometriche, che non risparmiano gesti di tenerezza né sguardi assorti in meditazione, sono sicuramente l’apice di una produzione artistica periferica ma non certamente secondaria rispetto alla vicina Firenze, fulcro e culla del Rinascimento.

Infine è doveroso segnalare la presenza di un percorso poetico curato appositamente per la mostra da Roberto Piumini. I suoi versi leggeri e fanciulleschi si sposano alla perfezione con le opere esposte ed offrono un valore aggiunto non indifferente a tutto il percorso espositivo, rendendo la visita un piacevole incontro tra arte figurativa ed arte poetica, felice intuizione che farebbe veramente piacere trovare realizzata più spesso.



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