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Martedì, 21 Marzo 2017 07:46

Leggere Jeff Nichols, l'importanza di Richard e Mildred Loving

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L'arrivo di Loving e la rilettura del cinema esperienziale di Jeff Nichols.

Non ce lo aspettavamo, eppure eccolo lì: Loving è la chiave di volta della filmografia di Jeff Nichols. Parliamo di un regista con un seguito forte, protagonista importante della nuova scena statunitense. Sfiora un successo completo con ogni film, sa però colpire al cuore senza troppa fatica. Cos’è allora che mancava e non riuscivamo ancora a individuare, cos’è che ha reso erroneamente Midnight Special un flop?

Jeff Nichols ha una visione, in un’illuminante intervista per Wired la descrive col termine esperienziale, a guardarla però appare in qualche modo sempre incompleta e mai coinvolgente fino in fondo. Loving in combinazione con Midnight Special ci presenta finalmente ciò che manca ed è sempre stato lì. Nichols si realizza nell’intreccio delle sue opere, la sua bramosia di un pubblico e il lavoro sui generi.

Ha come maestri, da lui elencati, Steven Spielberg, John Carpenter, Ridley Scott e Jim Jarmusch, quattro guru dell’intrattenimento. A loro guarda quando desidera avere maggior esposizione per il proprio lavoro. Ha l’occhio del regista indipendente, ma il background di quel nerd assembly che oggi domina il botteghino, e con la sua storia e le sue ambizioni si è portato oggi a formare racconti ai confini dei suoi fantasmi. Lo spettro delle passioni di un Nichols spettatore, ammiratore dei quattro giganti del cinema USA su citati, e l’altro del desiderio di occupare un posto specifico nell’industria in cui riconosce la propria sensibilità. Take Shelter richiama di sfuggita la fantascienza per attrarre il pubblico verso il suo ottimo dramma psicologico, il giorno in cui vedemmo la conferma di Michael Shannon dopo la bizzarria di Werner Herzog di My Son My Son What Have Ye Done.

Serviva a apparire sul radar, “aveva bisogno del circuito festivaliero per promuovere il film, intenzionalmente inserì dei tocchi sci-fi inusuali in un indie” (da Wired). Nichols capì l’importanza del genere e lo fece suo, attratti nella ragnatela con la promessa di un’apparente visione fugace di realtà alternative siamo stati testimoni del crollo mentale di un padre trovatosi dinanzi al terrore di poter perdere la sua famiglia.

Mud fu un film a suo modo diretto, un racconto di formazione convenzionale. Midnight Special e Loving invece proseguono sulla strada di Take Shelter il suo film di maggior successo, uno riprendendo una trama classica del cinema di fantascienza, l’altro invece l’antica Oscar bait dei legal drama ispirati a una storia vera. Nessuno dei due però ha in alcun modo mantenuto la promessa dei propri padri, entrambi sono unici.

Se guardiamo a Midnight Special non possiamo fare a meno di notare la calma eccessiva in contrasto con la concitata azione dei parenti più stretti, come potevano essere E.T. L’extraterrestre, Poltergeist e Fenomeni paranormali incontrollabili (il terribile titolo italiano della kinghiana Incendiaria). Nichols navigò ai bordi osservando la realtà del silenzio attorno alla meraviglia anziché accompagnarsi con colonne sonore esaltanti.

Prima di Loving però tutto ciò poteva apparire più come una mancanza di coraggio o, addirittura, di rispetto per i tòpoi del genere cui stava facendo ampio riferimento – e fin troppo abusati in tv in tempi recenti con Touch, Believe, Stranger Things, The Whispers. Ora volendo possiamo osservarlo sotto un’altra ottica, parte di un progetto che racconta l’esperienza del cinema negli USA, la lotta per l’attenzione del pubblico.

In quella stessa intervista su Wired il buon Nichols si confronta infatti con la necessità di avvicinarsi alle opportunità mastodontiche offerte da Hollywood con un film che possa rientrare nella programmazione in sala fianco a fianco col ricordo di instant cult contemporanei quali Lei di Spike Jonze. Loving è un ulteriore passo in quella direzione e ciò che c’è da ammirare è la caparbietà di Nichols, non si piega al sistema.

La storia (vera, ribadiamolo) di Richard e Mildred Loving è ideale per i nostri tempi: un uomo bianco innamorato di una donna nera, si sposano nella Virginia degli anni ‘50/’60, dove i matrimoni interraziali erano banditi dalla legge. Inizia la battaglia per una vita normale, combattuta in un tribunale dove la semplicità dell’amore dei Loving non sapeva trovare il proprio spazio. Una Oscar bait perfetta.

Nichols però non scende neanche una volta nelle aule del tribunale, è affascinato dalle foto pubblicate sul magazine Life, scattate da Grey Villet (Shannon, sempre presente per l’amico Jeff), dove non trasuda l’ansia circa il verdetto. L’attesa della sentenza è ovattata, coperta dalle risate, dagli abbracci o da una birra in compagnia. È una vita normale resa straordinaria da un processo storico sui diritti civili.

 

Agli Oscar ci è arrivato solo con la co-protagonista Ruth Negga e solo chi ha visto Loving sa quanto anche Joel Edgerton ha lavorato per raggiungere un’interpretazione così convincente. Non ci stupisce più di tanto, Nichols anche in questo caso opera con un piede nel genere e l’altro al di fuori, percepiamo la lontana tensione, le arringhe che tante volte hanno conquistato l’Academy, ma mai le tocchiamo con mano.

Loving, il miglior film di Nichols dai tempi di Take Shelter, è come quell’amico pronto a schiaffeggiarci quando insistiamo a guardare il dito anziché ciò che indica. Abbiamo trovato le falle nei riferimenti di genere in Nichols quando in realtà stava parlando un’altra lingua. È una nostra colpa e allo stesso tempo un suo difetto, il classico chi troppo vuole nulla stringe. Il genere lo ha portato alla ribalta e zittito insieme.

Ci voleva un viaggio verso qualcosa di meno legato a un fandom specifico, Loving ha valorizzato appieno la delicatezza del tratto registico di Nichols. I suoi personaggi incasellati nell’idea di esperienza quotidiana respirano meglio di fronte a drammi familiari completi, in cui forse la sua vita si riflette meglio, l’incompletezza di questa stessa struttura in Midnight Special l’ha condannato, momentaneamente.

Sappiamo che Loving ancora una volta non è stato il film giusto per dargli la visibilità che Nichols tanto desidera, ma può modificare la nostra visione del suo cinema, aiutarci a costruire delle aspettative nuove e sicuramente accogliere il suo prossimo lavoro con occhi diversi. Amiamo la sua produzione, ma ora potremmo forse finalmente riconoscerla per ciò che è e condividere una volta per tutte il medesimo codice.

 

 

Letto 135 volte Ultima modifica il Martedì, 21 Marzo 2017 17:23
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