Giovedì 29 Giugno 2017
Giovedì, 16 Marzo 2017 21:01

Quando la passione non basta. La tragedia umana in Derek Cianfrance dall'esordio a La luce sugli oceani

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Da "Blue Valentine" all'ultimo "La luce sugli oceani", le colpe e i giochi di coppia nel cinema di Derek Cianfrance.

Un regista può provare a cambiare stile, tecnica, focus d’azione e contenuto, ma conserverà  all’interno di ogni sua opera un’essenza, un filo misterioso a cui resterà fedele per sempre. Se è vero che “certi amori non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano”, allora quel filo misterioso si finirà per ritrovarlo sempre in ogni opera, alle volte più fragile, altre ancora più consistente. E sarà lì con uno sguardo nuovo ma anch’esso legato sempre a un modo di percepire e descrivere la realtà che diventerà un po’ il proprio marchio di fabbrica.

Il caso di Derek Cianfrance è molto particolare: in ogni suo film, per quanto diverso, lo sguardo da documentarista si perpetua nella costante ricerca di un senso, una giustizia, che spieghi i meccanismi misteriosi delle relazioni umane, legate sempre a giochi di colpe e coppie, in un disperato tentativo di redenzione.

In Blue Valentine, opera prima bella e riuscita, Cindy (Michelle Williams) e Dean(Ryan Gosling) sono due giovani che si lasciano travolgere dal desiderio dell’amore. Si incontrano, si innamorano e pochi mesi dopo sono già sull’altare convinti di amarsi abbastanza da poter metter su famiglia: di lì a poco li ritroviamo qualche anno dopo stanchi e sfatti, consumati da una fiamma alimentata troppo violentemente.

Cianfrance qui è sublime nel ricostruire la loro storia in maniera cruda, tra presente e passato, mostrando la coppia di ieri e quella di oggi, che paga l’imprudenza, una fame d’amore incontrollata a cui non lasciano il giusto tempo per trasformare la scintilla in un fuoco lento, caldo e accogliente. Anche qui il regista non nasconde il suo interesse su come le colpe ricadano sempre sugli innocenti: è la figlia di Cindy, che già vive con un padre non di sangue, a pagare una crescita difficile. Ed è la stessa di Jason(Dane DeHaan) e AJ (Emory Cohen), i due ragazzi protagonisti di Come un tuono, una crescita la loro che si nutre di solitudine, droga e armi.

Se in Blue Valentine la famiglia assume ancora un ruolo marginale all’interno del film, un obiettivo mancato perché incapace di reggersi sulla sola passione che può legare una coppia, in Come un tuono assume un ruolo centrale. È la storia, in cui tanto c’è di Eschilo, di colpe e peccati dei padri che ricadono sui figli in un destino ineluttabile che accomuna tutti, ricchi e poveri. La differenza dalla tragedia eschilea di un tempo però, è nello sguardo moderno che sceglie Cianfrance. La tragedia indossa le scarpe morbide del lieto fine, quando inaspettatamente qualcuno, giunto nel buio più profondo dell’anima, trova un'inaspettata luce di riscatto. Una luce, una speranza, che il regista lancia in Come un tuono e sviluppa in La luce sugli oceani.

Terza fatica questa che sceglie uno stile decisamente estraneo alle opere precedenti, a cominciare da una fotografia dai toni più caldi che si adatta ad un’atmosfera pacata, dove Cianfrance celebra il riscatto e il perdono, pur inseguendo sempre la necessità di intravedere una giustizia pubblica o privata, e un costante ritorno a quel filo da lui perseguito, un delitto e castigo che muove le vite umane nel loro incontrarsi e scontrarsi. Tom (Michael Fassbender) e Isabel (Alicia Vikander) sono la coppia più equilibrata del cinema di Cianfrance.

Una passione misurata ma un amore che pecca di presunzione, così accecato dal capriccio e dal desiderio di costruire una famiglia al punto da ignorare le vite ferite degli altri. Nonostante il film non sia così riuscito e si riveli come un’occasione persa e mancata, a guardare la cinematografia del regista statunitense è in questo che si scorge la ricerca di un’identità e di una maturità nel rendere il cinema “un luogo dove i segreti vengono svelati. Uno spazio in cui possiamo penetrare in luoghi intimi, le case e le camere da letto e dove possiamo assistere ad eventi privati che somigliano a quelli delle nostre vite”, come dichiarò lui stesso in un’intervista a Recencinema.

L’amore o quantomeno la sua ricerca è ad ogni modo il motore primo del cinema di Cianfrance. Amori passionali e acerbi in Blue Valentine e Come un tuono, che nel loro manifestarsi quanto nel distruggersi, sfamano e abbeverano senza costruire. L’amore come flusso vitale e travolgente che gli uomini faticano a dominare, se non armandosi di attesa, coraggio, dedizione e anche castigo. Tom e Isabel infatti sono l’unica coppia del cinema di Cianfrance che resiste. Sono la luce sugli oceani, la speranza, la dura verità che la sofferenza è necessaria per imparare ad ascoltare, vedersi e riconoscersi.

 

 

Letto 125 volte Ultima modifica il Giovedì, 16 Marzo 2017 21:22
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